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Federalismo, ecco cosa cambia
Il ministro dell'Economia: "La riforma è una svolta storica. Ridurrà le spese, non aumenterà le tasse". Sul pareggio nella commissione bicamerale: "E' dipeso da fatti politici esterni al decreto". Calderoli: "I pareri del parlamento non sono vincolanti". Ecco cosa cambia davvero con il federalismo
ROMA-
"Meno tasse, meno sprechi e più efficienza", all’insegna
del "vedo, pago, voto". Il ministro dell’economia Giulio
Tremonti illustra così la riforma del federalismo
municipale varata ieri dal Consiglio dei ministri. "Oggi
è il giorno della liberazione dalla spesa storica", ha
aggiunto il ministro della semplificazione Roberto
Calderoli, sottolineando che non ci saranno aumenti
della pressione fiscale né patrimoniali: "Ci sono le
addizionali, ma le addizionali ci sono sempre state.
L’addizionale avrà una garanzia di controllo da parte
dei cittadini - ha detto Calderoli - Leggo di aumenti
della pressione fiscale, di patrimoniali che non
esistono, ma in verità è solo potestà del comune
decidere a chi e come far pagare i propri tributi:
quello è il federalismo fiscale".
"E' una svolta storica"
Tremonti è visibilmente soddisfatto. Lo si evince
chiaramente dalle parole che usa per illustrare, ai
giornalisti, la riforma sul federalismo municipale
varata ieri dal governo. Questa riforma "è una svolta
storica", ha ribadito il ministro dell’Economia
presentando il decreto sul federalismo fiscale
municipale. "I provvedimenti - ha spiegato Tremonti
-sono basati su una legge delega che è stata votata nel
maggio del 2009 dal parlamento con un’amplissima
maggioranza, con una maggioranza molto più ampia di
quella di governo. Questa riforma basata su quella
delega sta arrivando al termine e chiude un periodo che
è iniziato da metà anni ’70". In tutto questo periodo,
ha aggiunto, l’Italia era l’unico Paese che "non aveva
una vera finanza locale".
Decreto per scadenza termini
Il via libera al decreto legislativo è avvenuta - spiega
Tremonti - non per le pressioni della Lega, ma perché
scadevano i termini per l’approvazione. A chi gli
chiedeva se l’accelerazione fosse dipesa dal Carroccio,
il ministro ha risposto senza esitazione: "A me sembra
che la Lega faccia parte della maggioranza di governo.
La scelta di approvare il decreto è stata una scelta di
tempi per via della scadenza dei termini. Avremmo
comunque dovuto farla".
Voto bicamerale dipeso da fatti politici
Quanto alla polemica per il voto finito sul fisco
comunale finito in "pareggio", in Bicamerale, Tremonti
precisa: è dipeso da "fatti politici esterni al decreto.
Nel dibattito di ieri tutte le forze politiche hanno
espresso apprezzamento per il lavoro fatto, l’importanza
dei contenuti discussi e necessità di riprendere il
cammino del federalismo. La mia impressione è che tutta
quella commissione fosse in senso federalista. Il
differenziarsi era sul fatto che per una parte era un
federalismo insufficiente, per un’altra troppo
aggressivo, ma sempre varianti sul consenso di base al
federalismo fiscale".
Ridurrò spese e non aumenterà tasse
Nel corso della conferenza stampa Tremonti ha spiegato
che "i bilanci privati o pubblici sono fatti di due
colonne: le entrate e le uscite. Per tanti anni - ha
detto - i bilanci sono stati scritti dal lato delle
uscite e le entrate venivano fatte da ripiani dello
Stato a piè di lista, non controllati dai cittadini,
pagati dai cittadini ma non controllati da loro". Adesso
con la riforma, ha sottolineato il ministro, "si parte
dalla colonna delle entrate con cui si controllano le
uscite". In sostanza, "quello che ricevono i cittadini
dipende da come spendono i governi. Adesso partiamo dal
senso giusto della storia: prima le entrate e poi le
uscite. Le entrate sono controllate sulle uscite.
Raddrizzare l’albero - ha proseguito Tremonti - vuol
dire tornare a quello che c’è in tutte le famiglie:
prima le entrate e poi le uscite".
Lotta all'evasione fiscale
Secondo il responsabile dell’Economia è importante
inoltre che i Comuni partecipino al contrasto
all’evasione fiscale. "Noi pensiamo che controllare la
spesa pubblica e affiancare i Comuni nel contrasto
all’evasione è fondamentale. Non puoi sconfiggere
l’evasione senza la collaborazione dei Comuni. È giusto
che i Comuni, per quanto di loro competenza, siano
attivi nel contrasto all’evasione fiscale. Noi - ha
osservato - abbiamo una colossale evasione fiscale anche
per questo, perchè non abbiamo un controllo nel
territorio".
Calderoli: nessuna nuova tassa
"Credo che oggi sia il giorno della liberazione, della
liberazione dalla spesa storica", ha detto il ministro
Calderoli. "Nessuno ha fatto nascere nuove tasse. Erano
tutte tasse già esistenti. Non si nasconde nessuna
patrimoniale". |
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