Massa Lombarda

 

Federalismo, ecco cosa cambia

venerdì 04 febbraio 2011 pubblicato da Giornale.it

Il ministro dell'Economia: "La riforma è una svolta storica. Ridurrà le spese, non aumenterà le tasse". Sul pareggio nella commissione bicamerale: "E' dipeso da fatti politici esterni al decreto". Calderoli: "I pareri del parlamento non sono vincolanti". Ecco cosa cambia davvero con il federalismo

ROMA- "Meno tasse, meno sprechi e più efficienza", all’insegna del "vedo, pago, voto". Il ministro dell’economia Giulio Tremonti illustra così la riforma del federalismo municipale varata ieri dal Consiglio dei ministri. "Oggi è il giorno della liberazione dalla spesa storica", ha aggiunto il ministro della semplificazione Roberto Calderoli, sottolineando che non ci saranno aumenti della pressione fiscale né patrimoniali: "Ci sono le addizionali, ma le addizionali ci sono sempre state. L’addizionale avrà una garanzia di controllo da parte dei cittadini - ha detto Calderoli - Leggo di aumenti della pressione fiscale, di patrimoniali che non esistono, ma in verità è solo potestà del comune decidere a chi e come far pagare i propri tributi: quello è il federalismo fiscale".

"E' una svolta storica" Tremonti è visibilmente soddisfatto. Lo si evince chiaramente dalle parole che usa per illustrare, ai giornalisti, la riforma sul federalismo municipale varata ieri dal governo. Questa riforma "è una svolta storica", ha ribadito il ministro dell’Economia presentando il decreto sul federalismo fiscale municipale. "I provvedimenti - ha spiegato Tremonti -sono basati su una legge delega che è stata votata nel maggio del 2009 dal parlamento con un’amplissima maggioranza, con una maggioranza molto più ampia di quella di governo. Questa riforma basata su quella delega sta arrivando al termine e chiude un periodo che è iniziato da metà anni ’70". In tutto questo periodo, ha aggiunto, l’Italia era l’unico Paese che "non aveva una vera finanza locale".

Decreto per scadenza termini Il via libera al decreto legislativo è avvenuta - spiega Tremonti - non per le pressioni della Lega, ma perché scadevano i termini per l’approvazione. A chi gli chiedeva se l’accelerazione fosse dipesa dal Carroccio, il ministro ha risposto senza esitazione: "A me sembra che la Lega faccia parte della maggioranza di governo. La scelta di approvare il decreto è stata una scelta di tempi per via della scadenza dei termini. Avremmo comunque dovuto farla".

Voto bicamerale dipeso da fatti politici Quanto alla polemica per il voto finito sul fisco comunale finito in "pareggio", in Bicamerale, Tremonti precisa: è dipeso da "fatti politici esterni al decreto. Nel dibattito di ieri tutte le forze politiche hanno espresso apprezzamento per il lavoro fatto, l’importanza dei contenuti discussi e necessità di riprendere il cammino del federalismo. La mia impressione è che tutta quella commissione fosse in senso federalista. Il differenziarsi era sul fatto che per una parte era un federalismo insufficiente, per un’altra troppo aggressivo, ma sempre varianti sul consenso di base al federalismo fiscale".

Ridurrò spese e non aumenterà tasse Nel corso della conferenza stampa Tremonti ha spiegato che "i bilanci privati o pubblici sono fatti di due colonne: le entrate e le uscite. Per tanti anni - ha detto - i bilanci sono stati scritti dal lato delle uscite e le entrate venivano fatte da ripiani dello Stato a piè di lista, non controllati dai cittadini, pagati dai cittadini ma non controllati da loro". Adesso con la riforma, ha sottolineato il ministro, "si parte dalla colonna delle entrate con cui si controllano le uscite". In sostanza, "quello che ricevono i cittadini dipende da come spendono i governi. Adesso partiamo dal senso giusto della storia: prima le entrate e poi le uscite. Le entrate sono controllate sulle uscite. Raddrizzare l’albero - ha proseguito Tremonti - vuol dire tornare a quello che c’è in tutte le famiglie: prima le entrate e poi le uscite".

Lotta all'evasione fiscale Secondo il responsabile dell’Economia è importante inoltre che i Comuni partecipino al contrasto all’evasione fiscale. "Noi pensiamo che controllare la spesa pubblica e affiancare i Comuni nel contrasto all’evasione è fondamentale. Non puoi sconfiggere l’evasione senza la collaborazione dei Comuni. È giusto che i Comuni, per quanto di loro competenza, siano attivi nel contrasto all’evasione fiscale. Noi - ha osservato - abbiamo una colossale evasione fiscale anche per questo, perchè non abbiamo un controllo nel territorio".

Calderoli: nessuna nuova tassa "Credo che oggi sia il giorno della liberazione, della liberazione dalla spesa storica", ha detto il ministro Calderoli. "Nessuno ha fatto nascere nuove tasse. Erano tutte tasse già esistenti. Non si nasconde nessuna patrimoniale".

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