L'IPOCRISIA DI BERSANI SULL'ACQUA - Nel 2008 il leader
Pd sosteneva la gestione dei privati. Oggi la pensa
diversamente
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freedom24 -
LIBERTA' D'INFORMAZIONE
il giorno mercoledì 11 maggio 2011 alle ore 9.31
Pierluigi Bersani durante un bagno estivo
L'IPOCRISIA DI BERSANI SULL'ACQUA
Nel 2008 il leader Pd sosteneva la gestione dei privati.
Oggi la pensa diversamente
E' quello che emerge da un video che
abbiamo scovato nella rete, in cui si ascolta e si vede il
leader e segretario del Pd, Pierluigi Bersani, mentre
sostiene la necessità di concedere la gestione degli
impianti pubblici - e quindi delle acque - ai privati,
sostenendo che "in questo modo i cittadini hanno la
possibilità di scegliere la qualità e il prezzo migliori".
Di seguito la dichiarazione virgolettata completa dei punti
salienti del discorso tenutosi a Carpi il 18 settembre 2008,
occasione nella quale bersani sostiene il Pd locale e
discute proprio di acqua e privatizzazione della società
Aimag - che gestisce acqua, gas e rifiuti a
Carpi ed in altri venti comuni tra la provincia di Modena e
Mantova.
LA DICHIARAZIONE DI BERSANI NEL 2008
- "In Italia l'acqua non è un bene comune, ma è di Dio. Per
come ce la da noi dobbiamo restituirgliela. L'acqua è un
bene pubblico, certo, ma come facciamo in modo che si perda
meno acqua? Come facciamo a gestirla meglio? Devo chiamare
qualcuno che sappia fare bene quel mestiere lì. In Francia
ci sono società grandissime che gestiscono l'acqua in
maniera eccellente.
Servono grandi partnership industriali. Il
60% delle aziende rimandono nelle mani degli attuali
proprietari, ma si stanno operando dei nuovi sistemi
competitivi, senza monopoli.
Chi mi garantisce migliore
qualità e migliore prezzo? Si dovrà decidere così. Le
aziende che vorranno partecipare non potranno rimanere
quelle di adesso. E' impossibile".
Fonte:
Stralcio da Video con
la dichiarazione completa di Pierluigi Bersani
LA DICHIARAZIONE DI BERSANI NEL 2009 - Non sarà il mercato
ad affermare e garantire l’equilibrio ambientale, la tutela
delle risorse naturali e i diritti delle popolazioni.
Questo è invece il primo compito della politica e
soprattutto delle forze riformatrici. Sicuramente un mio
chiarissimo obiettivo. La esperienza maturata in questi 15
anni di attuazione della legge 36/94 ha insegnato che
ciò che serve è una più
forte presenza del pubblico in termini di programmazione e
controllo della qualità sociale e ambientale del servizio.
L’acqua non è una marce
ma una risorsa da tutelare, prelevare e
utilizzare con grande responsabilità e coerenza. Credo sia
utile consegnare la scelta delle forme di gestione dei
servizi pubblici alle
Regioni e agli Enti Locali presenti nell’ambito ottimale
senza nessuna preclusione ed esclusione.
Un ruolo di
primaria rilevanza va assegnato
alle varie ed innovative forme
di controllo pubbliche con il coinvolgimento delle
associazione dei consumatori e del vario arcipelago di
soggetti a diverso titolo coinvolti in
queste attività decisive per l’ambiente, il territorio, le
attività umane delle presenti e future generazioni. |

