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Case ex Anic, una pattumiera a cielo aperto
Montagne di rifiuti ed escrementi nell’edificio di via
Baiona. La proprietà vuole abbatterlo Commenta
di Matteo Alvisi e Lorenzo Priviato
articolo pubblicato dal Resto del CARLINO IL
24/08/2011

DEGRADO APPARTAMENTI EX VILLAGGIO ANIC
Ravenna, 24 agosto 2011 - DEFINIRLA discarica a cielo aperto
è farle un complimento. La palazzina di via Baiona che un
tempo ospitava i dirigenti Anic, è una vera topaia. L’erba
del giardino esterno nascosta sotto un tappeto di rifiuti,
materassi, vetri rotti, vecchie bici, escrementi. L’odore
che arriva dalle scale è nauseante. Una grande pozza di
sangue, all’altezza di uno dei due ingressi dell’edificio ad
‘elle’, già sbarrati in passato e ora nuovamente violati,
sembra quasi un monito a non andare oltre. Non serve. Lo
scenario, dall’esterno, è già abbastanza inquietante. Tracce
di bivacco, sì, ma in condizioni bestiali e disumane.
IL SOSPETTO che il ‘palazzaccio’ sia diventano di nuovo
oggetto di occupazioni abusive da parte di senza fissa
dimora, in particolare profughi e immigrati, è venuto al
consigliere comunale della ‘Lista per Ravenna’, Nicola
Grandi, che dopo aver riscontrato un grosso taglio nella
recinzione esterna e aver constatato di persona «un
movimento di extracomunitari, specialmente al mattino e
nelle ore pomeridiane», prima ha scritto alla polizia
municipale poi ha presentato un’interrogazione al sindaco
Matteucci. In precedenza, lo scorso 21 giugno, i vigili
urbani, unitamente ai poliziotti della questura, avevano già
‘visitato’ l’edificio, trovandovi all’interno quattro
cittadini tunisini, dei quali due regolari e due
clandestini. Quelli in regola avevano permessi di soggiorno
«per motivi umanitari» e provenivano dai campi profughi di
Manduria e Perugia. La prova che si trattava di immigrati
fuggiti dopo le recenti sommosse nei paesi del nordafrica.
Il problema, ora, si ripresenta. O meglio, non è mai stato
risolto alla radice.
IL CASERMONE di via Baiona, situato in prossimità del
passaggio a livello, in direzione di Porto Corsini, molti
anni fa ospitava i dirigenti Anic, poi divenuta Enichem,
quindi Polimeri Europa e oggi di proprietà della ‘Carburanti
per Candiano SpA’ del gruppo Setramar. Quest’ultima ha
acquisito l’area residenziale nell’ambito del progetto di
realizzazione di un impianto industriale per la produzione
di biodisel ed energia elettrica da oli vegetali,
all’interno dell’ex petrolchimico di Ravenna. Il progetto —
spiegano l’assessore all’urbanistica Gavrio Maraldi e la
stessa Setramar — è attualmente al vaglio della Provincia e
della Regione, per i rispettivi ambiti di competenza. E per
l’area in questione è previsto l’abbattimento dell’edificio,
con conseguente cambio di destinazione d’uso da residenziale
a produttivo.
LA DEMOLIZIONE del palazzo, legata al via libera al progetto
da parte delle istituzioni, al momento sembra essere l’unica
soluzione in grado di eliminare il problema alla radice. Se
le forze dell’ordine conoscono la situazione, anche la
proprietà in questi anni non è rimasta con le mani in mano.
Nel 2009 la Setramar aveva presentato ai carabinieri della
stazione di via Alberoni una denuncia contro ignoti per
furto e occupazione abusiva, senza tuttavia risolvere
granché. L’azienda aveva preso anche le necessarie misure
anti intrusione, sbarrando gli ingressi, ma il palazzo è
come un alveare, pieno di finestre (dove oggi si possono
notare anche alcuni panni stesi) e gli abusivi si sono
infilati dappertutto. Così, oggi, l’unico dato certo è che
quell’area è in balia di un degrado difficile da combattere.
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